domenica 30 dicembre 2007

...I sit observing in disgust...

giovedì 27 dicembre 2007

...Ormai sono soltanto una. Quasi sempre. Eppure ogni tanto la sento ancora, Lei. E' li', in un angolo, in ginocchio, è lì che non riesce quasi più ad esprimersi. Forse non so più ascoltarla. Ed allora questo posto resta vuoto e lentamente invecchia, scarno e  desolato. Pieno dei Suoi silenzi straziati. Lei gratta il muro con le unghie consumate e le sue dita continuano a sanguinare. Era l'essenza. Era la verità dell'essere. Era il grido celato dietro gli occhi, era quel che restava del giorno. Era il sangue che mi faceva viva, il disgusto e il dolore. Era la solitudine e il niente, la maschera beffarda e il giullare, la madre e la sorella, la belva e la bambina. Ad occhi aperti, io vedevo Lei. Non so più scrivere. Lei non mi parla più...e in questo fremito del mondo, che ottunde ed ubriaca, mentre scorro trascinata da una corrente che ormai non si placa, mi chiedo come abbia potuto farle questo...Il rumore cancella la sua voce...e mi manca...da far male.

lunedì 24 dicembre 2007

martedì 6 novembre 2007


...E sono ancora qui a parlare coi miei fantasmi...

mercoledì 31 ottobre 2007

Credo che l'aspettativa faccia la parte più importante nella nostra felicità.
Credo che spesso ci inganniamo con surrogati di felicità per evitare la disillusione.
Ci sono stati tempi in cui attaccavo adesivi sui banchi di scuola e foto nei diari ascoltando canzoni che ora nessuno più conosce. L'attesa aveva un sapore diverso. Le piccole felicità le tenevo ben custodite dentro. Forse talmente infantili che svelarle al mondo le avrebbe private del loro valore, ma proprio per questo vere....
A volte riesco ancora sentirle...

sabato 29 settembre 2007


Si ritorna, da un posto diverso, col tempo passato dietro le spalle. Un anno esatto, la stessa canzone e una pioggia di ricordi....

venerdì 3 agosto 2007

...Perchè essere felici per una vita intera
sarebbe quasi insopportabile...

C'è un'ombra di tristezza dietro il velo stanco di questa sera...Così passa il tempo, lenisce e sbiadisce. E' un fluire inarrestabile di vita, non c'è nulla che rimanga fisso e immutabile. E in questo scorrere perpetuo ognuno trova la sua strada, prima o poi. Un equilibrio. Si lasciano indietro vecchie vite, come stracci logori su un pavimento consunto. E' stato così per lei. E' stato così anche per lui. E siamo passi appena calcati sulla terra del passato. Siamo le loro orme, già mezze cancellate dal vento.

giovedì 12 luglio 2007

Come voltarsi alla finestra dopo un film in bianco e nero...
Dopo tutto questo buio, riscopro i colori....

domenica 1 luglio 2007


Does it make you cry
when I make you feel so far away?

giovedì 14 giugno 2007

Ero io che inventavo ossimori e a volte mi piaceva giocare con le parole e il loro contrario.
Hai ingoiato il mio essere senza masticarlo. Sono il senso del tuo nome.

martedì 12 giugno 2007


 Ho un ranocchietto in barattolo...Più piccolo di un'unghia...O_O


domenica 3 giugno 2007

...Vorrei ritrovare i miei ricordi...

giovedì 31 maggio 2007

Cambio di vesti per questo piccolo e fedele blog...
Non mi convince più di tanto ad essere sincera....
c'è da lavorarci ancora un po'...

sabato 26 maggio 2007

There's things I remember
and things I forget
I miss you, I guess that I should.
Three thousand five hundred miles away
But what would you change if you could?

martedì 22 maggio 2007

Mi viene da credere che solo astraendomi io riesca ad essere sentimentale.
Nel vuoto di gesti, di corpi, di visi, di parole. Da sola, lontana, tutto ha un colore diverso.
Un'elaborazione a posteriori ciò che mi porta a mettere in parole quel che ho dentro. Una comprensione che avviene gradualmente e necessita di silenzio e cure e tempo.
Mentre le vivo, le cose, non riesco a parlarne...Ho sempre l'impressione di ridurle, in qualche modo.
Vivo, sento e trattengo. Brandelli di idee, sensazioni in vapore, ineffabili, inafferrabili. Come potrei dar loro nome mentre continuano a scorrermi tra le dita senza che possa distinguerle?
E spesso resto zitta e frastornata. E lui mi chiede ed io non so... E mi accoccolo dietro al suo orecchio per nascondere gli occhi umidi. Non è niente.
Domani scriverò.

...Colonna sonora delle prossime righe: Counting Crows...


Sono trascorsi sette anni in un soffio, ho lasciato per strada molte cose; spoglia, più leggera, le porto dentro, ormai, solo come ombre e fantasmi...ma qualcuna a volte, per attimi infiniti, riacquista forma e concretezza...
Un tempo lontano per caso, incrociai un ragazzo senza volto. Era solo un nome e storia e voce e quelle sue risate così calde e quel modo maledettamente sincero di parlarmi...Il primo sms che abbia mai ricevuto...Una sola foto. Era questo.
E ricordo con un sorriso le lettere e i pianti, gli sfoghi e le telefonate, l'imbarazzo, le diversità, le passioni comuni, la distanza, mai troppa, mai pesante. La mia storia, le nostre storie, per un attimo così simili e il suo accento e la gelosia di lei e gli inizi e i finali, la chitarra e le canzoni dedicate...e gli esami e gli scazzi e le paure mai affrontate e le sere delicate e i suoi "verrò a trovarti", buttati là un po' per scherzo un po' no.
Così tanto tempo senza nemmeno un fiato, ma ogni tanto, sulla scia di una canzone riaffiora un ricordo, in lui, in me ed è così sorprendente che il tempo non cancelli certe cose, per quanto inconsistenti siano state, per quanto nessuno abbia un'immagine precisa dell'altro.
E così, per un istante, ci ritroviamo, andando indietro nel tempo, con le cose che sono cambiate, con le cose che sono andate, con quelle che verranno, con quelle che saranno.
E' come fare i conti con se' stessi. 
E, forse, non avresti mai pensato che scrivessi di te, ma contando i corvi non posso non pensarci, con tutta la spensieratezza di quei pomeriggi. E forse non capirai, forse non leggerai mai, me lo dicevi, ma, cavolo, io non avrei mai immaginato che le cose sarebbero andate così per me, che il tempo salvasse ciò che pensavo transitorio e distruggesse ciò che credevo infinito...
Ti saluto caro bassista.
Alla prossima.

giovedì 10 maggio 2007

Nemmeno due stagioni sono passate ed è già tempo. Tiro fuori dalla polvere i vecchi abiti riposti e ogni piega traccia la strada per un ricordo. Occhi, mani, occhi, un giorno a casa sua mi aggiustavo la maglietta che scivolava giù per la spalla e guardavamo locandine di film vecchi e nuovi. Era un timido incrociarsi di sguardi, gioco di testa, sciarada del cuore.
Al buio, in segreto, a tempo, fuggivamo via per non tornare più...

lunedì 7 maggio 2007

" Chi vive, quando vive, non si vede: vive... Se uno può vedere la propria vita, è segno che non la vive piú: la subisce, la trascina. Come una cosa morta, la trascina. Perché ogni forma è una morte.
Pochissimi lo sanno; i piú, quasi tutti, lottano, s'affannano per farsi, come dicono, uno stato, per raggiungere una forma; raggiuntala, credono d'aver conquistato la loro vita, e cominciano invece a morire. Non lo sanno, perché non si vedono; perché non riescono a staccarsi piú da quella forma moribonda che hanno raggiunta; non si conoscono per morti e credono d'esser vivi. Solo si conosce chi riesca a veder la forma che si è data o che gli altri gli hanno data, la fortuna, i casi, le condizioni in cui ciascuno è nato. Ma se possiamo vederla, questa forma, è segno che la nostra vita non è piú in essa: perché se fosse, noi non la vedremmo: la vivremmo, questa forma, senza vederla, e morremmo ogni giorno di piú in essa, che è già per sé una morte, senza conoscerla. Possiamo dunque vedere e conoscere soltanto ciò che di noi è morto. Conoscersi è morire."


da "La Carriola". Pirandello, 1928.

martedì 24 aprile 2007

" Io sono come un pianoforte con un tasto rotto
L’accordo dissonante di un’orchestra di ubriachi
E giorno e notte si assomigliano
Nella poca luce che trafigge i vetri opachi
"



Sono pazzo perchè giro intorno al mondo
sono pazzo perchè penso più profondo
sono pazzo perchè non nascondo.
Sono pazzo perchè penso al più profondo,mi arrampico sugli alberi
e dico: ave maria.
Sono pazzo perchè sprofondo intorno al mondo
amo il mare con i suoi abissi
mi rendo conto del tempo che trascorro
sono pazzo perchè non invidio
trascorro il tempo a leccarmi i baffi.

M. Florio, centro di riabilitazione Villa Alba
Cava dei Tirreni.


Questa è realtà....

domenica 25 marzo 2007


Their tears are filling up their glasses
No expression, no expression
Hide my head I want to drown my sorrow
No tomorrow, no tomorrow

And I find it kinda funny
I find it kinda sad
The dreams in which I'm dying
Are the best I've ever had
I find it hard to tell you
I find it hard to take
When people run in circles
It's a very, very mad world.

sabato 24 marzo 2007

...shhh.
E' tutto qui, dentro.

venerdì 23 marzo 2007


...Lately I'm a desperate believer
But I'm walking in a straight line...


E finalmente rieccoli....Dopo una lunghissima attesa (precisamente 5 anni) , scandita da vari pettegolezzi, alla ricerca di indiscrezioni e news, in cui ogni foto era ottimo terreno su cui aprire discussioni interminabili tra i pochi fan italiani, sempre colmi di speranze, di attese, di qualche disappunto, siamo ormai giunti agli sgoccioli. Riposti gli strumenti, lasciati gli studi di registrazione, terminati i primi concerti, li ritroviamo nel loro primo video...Poco più di una settimana e sarà in vendita ufficialmente anche il loro nuovo album, "Young Modern".  Quel che ci aspetta ormai già lo intuiamo: abbiamo imparato che l'essenza dei Silverchair è il cambiamento, ed eccoci di fronte a sonorità del tutto rinnovate che pochissimo hanno a che fare con i lavori precedenti. Un po' più easy listening forse, un addio a quel modo inenso di fare rock che ha caratterizzato le nostre e le loro adolescenze, ma infarcito comunque di quella follia compositiva, di quel genio stravagante che ha partorito capolavori indimenticabili.


Ho passato un po' di tempo disinteressandomi volontariamente dell'evoluzione dei tre. Mi ritrovo di fronte ad un Daniel - che ormai è l'anima stessa della band,ancor più che in passato - cambiato ancora una volta nel look, nelle movenze, nella voce, nella scrittura dei suoi testi. Più uomo, più spensierato,si direbbe, forse meno arrabbiato, ma anche meno semplice. Un Daniel che, ormai, cammina dritto per la sua strada, appunto, Fondendo, miscelando, sperimentando modi e stili sulla sua pelle.


Beh, non mi resta che aspettare questi ultimi giorni prima di poter riaccostarmi apertamente all'ascolto e alla comprensione di questa nuova, grande storia che sarà Young Modern.


 

martedì 20 marzo 2007

Vedi, succede che un giorno ti svegli dal tuo sonno e scopri che sei acqua di palude, putrida e  maleodorante. Sogni consunti, succhiati fino al midollo, pensieri viscidi passati a ripetizione sotto le palpebre, la pelle rattrappita e fetida. Sei là, morente, i sensi atrofizzati, adagiato nella tua malattia, non senti nemmeno l'agonia della tua vita apparente. Coscientemente morto e senza alcuna volontà. Ti svegli e sei solo.

lunedì 12 marzo 2007

Potrei essere chiunque, qui...
E tu mi crederesti.

giovedì 8 marzo 2007

domenica 4 marzo 2007

Ognuno ha il proprio, personalissimo stile nello scrivere. Le parole ricorrono. Tendono ad essere le stesse. Mi leggo e mi riconosco e invidio chi nn usa mai due volte la stessa parola e  rifugge le associazioni di senso convenzionali, inventandone di nuove. Invidio l'insolita capacità di alcuni di spaziare tra i contesti mentali, trasferendo oggetti da un significato all'altro, trasformandone i simboli. Così possono  prendere una forchetta  per parlar d'amore o partire da un piede per raccontare di sogni...e comunicare...cose così apparentemente lontane dai loro referenti, particolari insignificanti caricati di un senso più ampio, termini accostati senza una logica evidente, come in un dormiveglia della coscienza. Così bizzarri da lasciar perplessi, fino alla comprensione e poi mi dico "perchè non ci ho pensato io?" mi dico, "perchè?". Ho troppi stereotipi radicati dentro, difficili da scrollarmi di dosso.

lunedì 26 febbraio 2007

Rivoli di pioggia lungo il vetro, un tappo rovesciato e due occhi guardano lontano, nel vuoto del tempo andato...
Girando in tondo...Me, nel barattolo, una vita fa....

mercoledì 14 febbraio 2007

..."Remember everything" she said "when only memory remains"...

giovedì 8 febbraio 2007

domenica 28 gennaio 2007






















Well that day, that day
When everything was a mess
And everything was in place
And there's too much hurt, sad, small
Scared, alone and everyone's a cynic
And it's hard and it's sweet
But it's supposed to be like this



Quel giorno, quel giorno
quando ogni cosa era un caos
ed ogni cosa era al suo posto
e c'era troppo dolore, tristezza, piccolezza
paura, solitudine ed ognuno è un cinico
ed è difficile ed è dolce
ma si suppone che sia così.



Well that day, that day
When I sat in the sun
And I thought and I cried 'cos I'm sad
Scared, small, alone, strong
And I'm nothing and I'm true
Only a brave man can break through
And it's all OK, yeah it's OK



Bene, quel giorno, quel giorno
quando sedevo sotto il sole
e riflettevo e piangevo perché (ero) triste,
impaurita, piccola, sola, forte.
E sono niente e sono vera
solo un uomo coraggioso può passare in (quel) varco / e va bene così, sì va bene così



That day, that day
I lay down beside myself
In this feeling of pain, sadness, scared, small

Climbing, crawling towards the light
And it's all that I see
And I'm tired and I'm right
And I'm wrong and it's beautiful



Quel giorno, quel giorno
mi distendevo accanto a me stessa
in questa sensazione di dolore, malinconia, paura, piccolezza
arrampicandomi, nuotando verso la luce
ed è tutto quello che vedo
e sono stanca e sono nel giusto
e sono in errore ed è splendido



Well that day, that day
What a mess, what a marvellous mess
We're all the same but no one thinks so
And it's OK
And I'm small and I'm divine and it's beautiful
And it's coming and it's already here
And it's absolutely perfect



Quel giorno, quel giorno
che confusione, che meravigliosa confusione
noi eravamo una sola cosa ma nessuno poteva pensarlo / e va bene così
ed io sono piccola e sono divina ed è splendido / e sta arrivando ed è già qui
ed è assolutamente perfetto.



mercoledì 24 gennaio 2007

E vabbè...mia mamma mi ha invitata a continuare questa catena...quindi..eccovi 5 cose che non sapete di me:


1)    Odio gli spazi troppo pieni di oggetti: quando faccio ordine in armadi o cassetti devo lasciare necessariamente un po' di spazio vuoto.
2)    Ho pochissimo senso dell'orientamento: potrei perdermi anche nella mia città che molto grande non è (per fotuna!)...
3)    Ogni autunno raccolgo una foglia e la conservo in un quaderno.
4)    Ho aggiunto una persona ai contatti di msn, mesi fa, ma non ho mai avuto il coraggio di parlarle...mm,lunga storia...probabilmente si starà ancora chiedendo "ma questa chi è?!"
5)    Da piccola facevo il gioco del "se": ascoltavo i discorsi degli adulti dalla mia cameretta e se capitava che capissi male qualcosa iniziavo a far congetture "..se fosse stato come avevo capito,allora....". A volte lo faccio ancora......


Passo la parola a Veres, e al sig. Saggio  ^_^

sabato 20 gennaio 2007




Trovato tra tanta polvere in una vecchissima videocassetta...Ok. Da rivedere,decisamente .

sabato 13 gennaio 2007

I wanna be the light that burns out your eyes
`cause I know there's little things about me
that would sing in the silence of so much rejection

venerdì 12 gennaio 2007

...continuazione...


...Non facevano rumore i nostri passi sull'asfalto. Quel mondo mi scorreva davanti immenso e ancor più dolce perchè suo. Eravamo insieme a raccoglier suoni dalla strada e riflessi sui tetti. L'arsura e la fame ci trovarono ancora in cammino. E là, in quella città dalle mille facce, per la prima volta sedemmo insieme. Ristoro per le gambe stanche, per i piedi doloranti, per la bocca secca e per le membra affamate. E i miei pensieri tornavano indietro, sotto un cielo d'Agosto che, un giorno, per la seconda volta, mi aveva teso le braccia e condotto in un mondo reale. Come un tempo avevano fatto le stelle, prima di spegnersi. Se avessi saputo parlare, se avessi saputo prestare le parole a quel moto dell'anima che, finchè non perdi ogni controllo non pensi possa nemmeno esistere e che in un attimo si dilegua, senza lasciarsi afferrare, avrebbe avuto altre parole e altri accenti, altri suoni, la mia bocca, in quel momento. Ma, sì, in qualche modo ero convinta che lui sapesse sentire anche ciò che la bocca taceva. Leggeva,lui e lo faceva da sempre. E così, tra le nostre dita, sulle nostre bocche, il tempo scorreva via, senza farsi sentire. Puoi sentirti a casa in qualsiasi posto del mondo, se il tuo rifugio sono gli occhi di un uomo. Ma la sera sarebbe calata presto e c'era da tornare nella piccola vallata che ci aveva visti passarci accanto tante volte, crescendo, ma senza mai "vederci"...Ancora un treno,l'ultimo e il viale. Le foglie secche, ricordo di novembre, volavano via al nostro passaggio...fino a casa...Si voltò,il vecchio giovane e ando' via. E in quella notte stanca, sulla curva dei ricordi, le parole si scrissero da sole...

mercoledì 10 gennaio 2007

Correva sulle fredde rotaie. Distratti e persi gli sguardi dei passeggeri. Ognuno col pensiero al suo piccolo mondo di riti e abitudini, cose da fare e da pensare e da trovare, cambiare e preparare; persone da incontrare,a cui parlare e cose...cose da comprare. Persone da comprare...
Come sempre, stralci di discorsi e di storie l'una sull'altra, nel vociare che circondava il mio corpo.
Un pizzichìo di corde, in quel momento mi svegliò...E melodia. Come usciti da un altro mondo, due occhi chiari si facevano strada, aprendo un varco verso il cielo. La voce di un violino...Nessuno si muoveva, ma il vociare, lentamente era calato. Sempre là i passeggeri, lo sguardo basso e immobile. Nessuno si era mosso di un centimentro.A guardare bene si sarebbe detto che quell'uomo e il suo violino fossero soltanto fantasia.
E così,allo stesso modo, tutti passiamo suonando il nostro violino nell'indifferenza della folla. Qualcuno ascolta distratto. Qualcuno storce il naso. Poi ecco, un giorno qualcuno ascolta e sa. Trova, nel tuo lamento silenzioso, una musica che conosce, perchè è sua. E come un'eco ti rimanda la sua canzone. E tu sai. La senti,perchè è tua.
Era accanto a me un vecchio giovane. Era accanto a me solo da un breve tratto del mio viaggio. Scriveva, lui. Le parole gli danzavano in testa sulle note intonate da quel violino e trasparivano dai suoi occhi lucenti, piegati a sorridere al sole. Ci aveva portati là il naturale bisogno umano di dare un senso e uno scopo al propio personale percorso. Necessità figlia dei tempi - ma quanto, quanto anelo la vera libertà.... Mi guardava e mi sorrideva.
Giù, giù dal treno in sosta ondate di persone.. L'ennesima fermata era la mia. Giù, lungo la banchina, quel vecchio giovane mi prese per mano. Per l'ennesima volta, come se non ci fosse mai stata una prima e come fosse l'ultima. Le sue dita si facevano strada dolemente fra le mie...
Il sole si alzava sulle strade e sulle vecchie chiese, sui nostri passi e sui nostri visi. Fra tanti io ero sola e spaesata. Senza orientamento e ignara. Ma c'era lui a guidarmi, a passi svelti, ad occhi aperti, risalendo per vicoli testimoni di una storia lunga secoli. Storia di re e di artisti, di profeti e di eori, di un popolo provato eppure vincitore. E storie di poveri e ladri, il sangue sulle strade e la fatica di vivere. Meraviglia di un mondo sconosciuto. Così vicino eppure mai visto. Eppure casa per lui.....


...to be continued...

martedì 9 gennaio 2007

"Scriverò delle tue mani che intrecciavano la tua storia alle mie dita...per non dimenticare niente..."



 

sabato 6 gennaio 2007

Nei miei sogni le proporzioni sono distorte. Ogni volta che lo sogno, quel posto, cambiato tante volte appare come allora..La stradina è stretta e allungata - ci si può correre, si può- solo la rete a fiancheggiarla  e gli scalini alti,come non lo sono mai stati....come quando ero bambina. Come quando ero bambina.

venerdì 5 gennaio 2007

...imparando a vedere con i tuoi occhi...


Eravamo là. Vicini. Insieme...
Un cielo d'inverno che si colorava sul mare e poi...riflessi rosati contro l'azzurro...
Sulle nostre teste una tela di pittore sembrava prender forma dall'inconsistenza di un giorno morente. Opera d'arte compiuta e perfetta, che si rimarrebbe incantati anche solo immaginando.
E i tuoi occhi erano lì.
E i miei occhi erano lì. 


martedì 2 gennaio 2007

Ho metri di parole,ma non le so accostare.