Mi viene da credere che solo astraendomi io riesca ad essere sentimentale.
Nel vuoto di gesti, di corpi, di visi, di parole. Da sola, lontana, tutto ha un colore diverso.
Un'elaborazione a posteriori ciò che mi porta a mettere in parole quel che ho dentro. Una comprensione che avviene gradualmente e necessita di silenzio e cure e tempo.
Mentre le vivo, le cose, non riesco a parlarne...Ho sempre l'impressione di ridurle, in qualche modo.
Vivo, sento e trattengo. Brandelli di idee, sensazioni in vapore, ineffabili, inafferrabili. Come potrei dar loro nome mentre continuano a scorrermi tra le dita senza che possa distinguerle?
E spesso resto zitta e frastornata. E lui mi chiede ed io non so... E mi accoccolo dietro al suo orecchio per nascondere gli occhi umidi. Non è niente.
Domani scriverò.
sono solo sensazioni...
RispondiEliminaDomani scriverò e te lo dirò...è così che posso raccogliere i pensieri, non mi piace seguire l'emozione del momento, mi piace assaporare ogni attimo passato con te e poi riviviverlo nei giorni seguenti...più lo rivivo più è facile trasformare l'emozione in parole e fare in modo che tu capisca tutto quello che provo, in tutte le sue sfumature...
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