Correva sulle fredde rotaie. Distratti e persi gli sguardi dei passeggeri. Ognuno col pensiero al suo piccolo mondo di riti e abitudini, cose da fare e da pensare e da trovare, cambiare e preparare; persone da incontrare,a cui parlare e cose...cose da comprare. Persone da comprare...
Come sempre, stralci di discorsi e di storie l'una sull'altra, nel vociare che circondava il mio corpo.
Un pizzichìo di corde, in quel momento mi svegliò...E melodia. Come usciti da un altro mondo, due occhi chiari si facevano strada, aprendo un varco verso il cielo. La voce di un violino...Nessuno si muoveva, ma il vociare, lentamente era calato. Sempre là i passeggeri, lo sguardo basso e immobile. Nessuno si era mosso di un centimentro.A guardare bene si sarebbe detto che quell'uomo e il suo violino fossero soltanto fantasia.
E così,allo stesso modo, tutti passiamo suonando il nostro violino nell'indifferenza della folla. Qualcuno ascolta distratto. Qualcuno storce il naso. Poi ecco, un giorno qualcuno ascolta e sa. Trova, nel tuo lamento silenzioso, una musica che conosce, perchè è sua. E come un'eco ti rimanda la sua canzone. E tu sai. La senti,perchè è tua.
Era accanto a me un vecchio giovane. Era accanto a me solo da un breve tratto del mio viaggio. Scriveva, lui. Le parole gli danzavano in testa sulle note intonate da quel violino e trasparivano dai suoi occhi lucenti, piegati a sorridere al sole. Ci aveva portati là il naturale bisogno umano di dare un senso e uno scopo al propio personale percorso. Necessità figlia dei tempi - ma quanto, quanto anelo la vera libertà.... Mi guardava e mi sorrideva.
Giù, giù dal treno in sosta ondate di persone.. L'ennesima fermata era la mia. Giù, lungo la banchina, quel vecchio giovane mi prese per mano. Per l'ennesima volta, come se non ci fosse mai stata una prima e come fosse l'ultima. Le sue dita si facevano strada dolemente fra le mie...
Il sole si alzava sulle strade e sulle vecchie chiese, sui nostri passi e sui nostri visi. Fra tanti io ero sola e spaesata. Senza orientamento e ignara. Ma c'era lui a guidarmi, a passi svelti, ad occhi aperti, risalendo per vicoli testimoni di una storia lunga secoli. Storia di re e di artisti, di profeti e di eori, di un popolo provato eppure vincitore. E storie di poveri e ladri, il sangue sulle strade e la fatica di vivere. Meraviglia di un mondo sconosciuto. Così vicino eppure mai visto. Eppure casa per lui.....
...to be continued...
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