martedì 31 dicembre 2019

Si potrebbe pensare che sia stato pessimo per me.
Invece, lo lascio andare solo con tanta gratitudine; questo è l’anno in cui sono stata salvata.

“Can you believe what a year it’s been?
Are you still the same?
Has your opinion changed?”

venerdì 20 dicembre 2019

Sono un po’ schifata. Da questa città così commerciale. Da questa società dove non conta altro che arrivare, ma arrivare dove? Dai bisogni indotti. Dalla mancanza di originalità. Stesse cose, stessi gusti per tutti, stessi negozi, ci hanno prosciugato il cervello e il senso critico. Sono disgustata dal conformismo, dalla massa cieca e giudicante e dal vuoto che certe volte diventa palpabile. Insopportabile. Come sarebbe bello se tornassimo tutti ad avere un cuore semplice, libero e bambino.

venerdì 29 novembre 2019

Alla fine, la vita è tutto un gioco di incastri.

martedì 26 novembre 2019

Sembra quasi tutto normale, ora che il tempo è passato.
A guardarsi indietro appare solo qualche frammento stonato. Un inciampo. Un incidente.
E tornano a brandelli immagini e memorie.
Ricordo un uomo, un giorno d’estate.
Le mani enormi e callose; aveva fatto il falegname. Lo raccontava quasi con vergogna, la voce talmente bassa che si faceva fatica a sentirlo. I modi gentili, gli occhi buoni di chi ha visto tanto. Ricordo una lunga attesa, l’ansia di ricominciare a non sapere, stanze bianche e lui, che mi prendeva piano il braccio mentre parlava e sorrideva.
 Mi infilava un ago in vena, con un tocco talmente delicato da non farmi provare alcun dolore. Mi iniettava veleno come miele.
La gente ci passa accanto e come polvere, a volte, ci lascia qualcosa addosso. Qualcosa di piccolo, di prezioso, che incredibilmente, resta.
Non conosco il suo nome e non ricordo nemmeno più il suo viso. Ma il tocco sì. La dolcezza. Il senso della missione che si portava nelle mani.
Quello mi si è stampato sulla pelle.

lunedì 25 novembre 2019

E, in un modo o nell’altro,
resti.

domenica 11 agosto 2019

Alcuni la sofferenza ce l’hanno disegnata in faccia.
Per altri, invece, non lo diresti mai. 
Eppure è là, si nasconde nel nero in fondo agli occhi, nelle rughe sulla fronte, nelle vene sulle mani nodose. 
Agli angoli della bocca e nelle parole lasciate a mezz’aria.

mercoledì 3 luglio 2019

Durante i primi anni di università, ho lavorato per un po’ di tempo in un ufficio.
 Avró avuto 20 anni, la maggior parte dei quali, passati in silenzio -perchè io non parlo mai- e in solitudine.
Ero un hikikomori ante litteram, prima ancora che tutte le tecnologie prendessero il sopravvento.
Me la sono cavata per un po', tra numeri, registri e contabilità.
Ma mi annoiavo a morte.
E là, sulla scrivania, in quelle mattine interminabili, vedevo spillatrici/balene in oceani di carta. E certe storie, all’arrivo dei fax, da scriverci un romanzo.
Mi sono sentita sempre un po’ folle per questo, ma, sai, questa sono io. Nei miei silenzi ci sono grandissimi vuoti. Pensieri molto oscuri. Ma anche fantasie, le più strane, matte, stupide e bambine. Che a raccontarle sembrerei geniale.

venerdì 28 giugno 2019

Solo un respiro. Poi si riparte.
 Trattienilo più che puoi.
"Una nave mancata non è un’occasione persa."

giovedì 9 maggio 2019

Un mese.
9 Aprile 2019, ore 15:42
I soffitti dell’ospedale, l’ascensore d’acciaio.
L’essere umano, in orizzontale, è nudo, privo di ogni difesa, di ogni controllo.

Una delle ultime cose che ricordo è quel display con i numeri rossi, prima di entrare in sala operatoria.
Poi il freddo, il lettino che viene posizionato tra i macchinari, la musica - la musica? - “Ti diamo un sedativo così sarai più tranquilla”.
E poi vuoto.
Mi basta un sedativo per stendermi.
E poi di nuovo voci. Frasi sfocate. Barbagli di luce.
Tosse - soffoco - non riesco a respirare.
Buio.

Un mese fa mi veniva asportato un tumore e, con lui, una parte del mio corpo che mi portavo dietro da più di 20 anni: desiderata, odiata, amata. Infine Accettata.
Malata.
Ci avevo messo tanto a volerle bene.
 Ed ora mi porto la mano al petto e non sento più nulla. Nè il caldo, né il freddo, né dolore, né carezze.
Eppure rieccomi in piedi, dopo tanto dolore, dopo tanto fastidio, dopo miliardi di pensieri e un’infinita debolezza. Viva, sana, ma con un’inquietudine che non credo possa più abbandonarmi. Non so se sia stato coraggio o solo l’abbandonarsi alle cose. O, più probabilmente, il sollievo di uscire dal sospeso. La forza dopo l’attesa. Guardo nello specchio questo nuovo pezzo che sento ancora estraneo, che se ne resta là, rigido e insensibile. Che non ha la mia forma. E una cicatrice che, sempre - per sempre - mi ricorderà che la vita è questa, che va come vuole e non ti risparmia.
Non è finita. No.
Ho la strana sensazione che sia appena iniziata

domenica 21 aprile 2019

Ad ogni modo,
nulla mi rende più me stessa
dei miei difetti.

lunedì 11 marzo 2019

Ho odiato quel vestito
che mi bloccava il respiro
e tutti i giorni di corsa, spesi a non pensare a noi.
Mi è mancato il mare, il riposo, la forza, la tranquillità. Casa mia.
I ricordi di quel giorno sono opachi.
Spiacevoli. Affannati.
Foto che non riesco più a guardare.

giovedì 21 febbraio 2019

E sì, qui non scorre solo acqua, ma calma.
A volte tutto ció che serve è respirare pace.
Respira forte. 
Respira.