lunedì 12 novembre 2018

Tutto quel che ho è carta sporca d’inchiosto.
E tu ci vivi dentro. E intorno.

E allora socchiudo gli occhi
E ti tengo tra le ciglia.

sabato 20 ottobre 2018

Ho scritto tante lettere che non ho mai inviato.
A perfetti sconosciuti. A persone immaginate. 
Erano quasi sempre lettere di gratitudine.
Per delle parole. Per delle emozioni. Per qualche sogno ad occhi aperti.
Non sono cambiata molto da quando ero un’adolescente e ancora scrivo lettere, di nascosto.
E poi le invio.
A volte la solitudine non mi basta.
E, allora, ti penso fortissimo.

mercoledì 19 settembre 2018

L’ultima volta che mi hanno detto “che Dio ti benedica”, si sono scatenate tutte le forze del male per i mesi a venire. 
E non si sono ancora fermate.
Speriamo che questa volta si chiuda la parentesi.

sabato 15 settembre 2018

I luoghi sono come le persone.
Hanno ricordi in bianco e nero.
E quando un luogo ti adotta, ti accoglie nella sua storia. 
Che sia per scelta o no, da quel momento in poi, non potrai far altro che lasciarteli raccontare, quei ricordi. E, un giorno, vedrai, saranno un po’ anche i tuoi.

"Pensai a quanti luoghi ci sono nel mondo che appartengono così a qualcuno, che qualcuno ha nel sangue e nessun altro li sa."

giovedì 13 settembre 2018

Solo giorni, a fare i conti con l'ignoto.
Solo tempo, che non sai quanto ce ne sia ancora.

sabato 8 settembre 2018

Blood is everywhere.
Life or death.

giovedì 30 agosto 2018

E niente, il destino fa dei giri strani, che solo a guardarli da lontano, con la distanza dei giorni o degli anni, te ne rendi conto.
È tutta una questione di tempi.
Tempi e scelte che si incastrano.

E quel che deve arrivare, arriva da te.

(E poi ci sono tempi che hai incrociato solo per una combinazione fortuita, un giro di lancette, e che non saranno i tuoi, forse mai più o, forse, solo al prossimo giro).

giovedì 5 luglio 2018

lunedì 2 luglio 2018

Il mio diario termina il 30 Ottobre del 2006.
Termina con una frase bellissima.
Ne ho portato con me solo una parte, perché è tutto scritto su quaderni, riempiti per anni con la penna blu e ormai ammucchiati e disordinati. Dimenticati, perfino.

Scrivevo tanto. 
Mi piaceva, mi liberava, mi sollevava.
Mettere nero su bianco quel che sentivo mi chiariva le cose. Mi faceva crescere.

Sono stata sempre molto brava a capirmi, a capire quel che avevo dentro. Sono sempre stata una persona molto mentale, riflessiva. Anche se, poi, le mie scelte le ho sempre fatte d’istinto.
Sono un’introversa e non mi è mai importato altro.
Quando passi la tua vita chiusa in te stessa, impari a conoscerti molto bene. Sai guardarti senza filtri e senza distrazioni.
Ero una ragazzina vecchia. Senza alcun tipo di esperienza, ma con la saggezza dei vecchi, quella che acquisti pensando.

Il mio diario si è interrotto definitivamente, dopo mesi di silenzio, coincidenti col periodo più confuso della mia vita. 
Si è concluso con quattro pagine fitte di parole, mature perfino stilisticamente.
Le pagine più belle che abbia mai scritto.
Mi leggo, dodici anni dopo, come se leggessi un libro e, invece, è la mia storia che iniziava.


Ormai quella ragazzina non c’è più.
L’ha sostituita una vecchia alle prime armi, che ancora fatica ad orientarsi nel mondo.
Di esperienza ne ha poca e la saggezza l’ha lasciata tra quelle pagine. Perché essere saggi fa soffrire ed io ho scelto di non crescere più.
Di chiudere gli occhi quando ho paura e di fare lo stesso il mio passo, vada come vada. Senza pensare. 
Non voglio più pensare.

Ho invertito i tempi del mio esistere.

Dodici anni passati, mi hanno regalato qualche ruga, molti capelli bianchi e qualche kg in più.
Hanno ammorbidito la mia forma e il mio carattere.
Non so esattamente quanto sia maturata.
A volte mi sembra di essermi involuta, piuttosto.

Di cose ne ho fatte e mi è apparso sempre più lampante quanto tempo abbia sprecato nell’inerzia e nell’indolenza. In scelte forse sbagliate.
Ma, potessi tornare indietro, non farei nulla di diverso, per quanto sia drammaticamente cosciente che perdere tempo in questa società, è solo deleterio.

Sono diventata forte, per quante debolezze io abbia ancora.
Sono in equilibrio. Assecondo la mia natura, la accetto, mi piace, perfino. 
Il cambiamento, se non è un processo spontaneo, non dà frutti succosi. Nessuno dovrebbe pretenderlo, né dagli altri, né da se stesso.

giovedì 10 maggio 2018

Sembra che tutto sia rimasto fermo.
Nella penombra, abbandonato, solo coperto da un sottile strato di polvere.
Tanti silenzi, accatastati lentamente, diventati vuoti. Sei sparito anche tu.
Ritorno qui, a piccoli passi, senza spostare nulla.


Ho davanti fogli bianchi e non so più definirmi.
Ho nelle orecchie domande e non so più rispondere. Ho negli occhi il tempo perso, l’inerzia che mi ha trascinato fin qui.
Non ho altre parole. Vorrei non dover pensare.
Voltarsi, non rispondere, non esistere.
Sparire.
Frantumarsi. Migliaia di piccoli pezzi, pulviscolo in un raggio di sole.
Crolla il mondo e devo ricostruirlo.

"Everything changes and sometimes, everything returns.
The good and the bad.
Have a wonderful life, my friend".