Cambio di vesti per questo piccolo e fedele blog...
Non mi convince più di tanto ad essere sincera....
c'è da lavorarci ancora un po'...
giovedì 31 maggio 2007
sabato 26 maggio 2007
martedì 22 maggio 2007
Nel vuoto di gesti, di corpi, di visi, di parole. Da sola, lontana, tutto ha un colore diverso.
Un'elaborazione a posteriori ciò che mi porta a mettere in parole quel che ho dentro. Una comprensione che avviene gradualmente e necessita di silenzio e cure e tempo.
Mentre le vivo, le cose, non riesco a parlarne...Ho sempre l'impressione di ridurle, in qualche modo.
Vivo, sento e trattengo. Brandelli di idee, sensazioni in vapore, ineffabili, inafferrabili. Come potrei dar loro nome mentre continuano a scorrermi tra le dita senza che possa distinguerle?
E spesso resto zitta e frastornata. E lui mi chiede ed io non so... E mi accoccolo dietro al suo orecchio per nascondere gli occhi umidi. Non è niente.
Domani scriverò.
...Colonna sonora delle prossime righe: Counting Crows...
Sono trascorsi sette anni in un soffio, ho lasciato per strada molte cose; spoglia, più leggera, le porto dentro, ormai, solo come ombre e fantasmi...ma qualcuna a volte, per attimi infiniti, riacquista forma e concretezza...
Un tempo lontano per caso, incrociai un ragazzo senza volto. Era solo un nome e storia e voce e quelle sue risate così calde e quel modo maledettamente sincero di parlarmi...Il primo sms che abbia mai ricevuto...Una sola foto. Era questo.
E ricordo con un sorriso le lettere e i pianti, gli sfoghi e le telefonate, l'imbarazzo, le diversità, le passioni comuni, la distanza, mai troppa, mai pesante. La mia storia, le nostre storie, per un attimo così simili e il suo accento e la gelosia di lei e gli inizi e i finali, la chitarra e le canzoni dedicate...e gli esami e gli scazzi e le paure mai affrontate e le sere delicate e i suoi "verrò a trovarti", buttati là un po' per scherzo un po' no.
Così tanto tempo senza nemmeno un fiato, ma ogni tanto, sulla scia di una canzone riaffiora un ricordo, in lui, in me ed è così sorprendente che il tempo non cancelli certe cose, per quanto inconsistenti siano state, per quanto nessuno abbia un'immagine precisa dell'altro.
E così, per un istante, ci ritroviamo, andando indietro nel tempo, con le cose che sono cambiate, con le cose che sono andate, con quelle che verranno, con quelle che saranno.
E' come fare i conti con se' stessi.
E, forse, non avresti mai pensato che scrivessi di te, ma contando i corvi non posso non pensarci, con tutta la spensieratezza di quei pomeriggi. E forse non capirai, forse non leggerai mai, me lo dicevi, ma, cavolo, io non avrei mai immaginato che le cose sarebbero andate così per me, che il tempo salvasse ciò che pensavo transitorio e distruggesse ciò che credevo infinito...
Ti saluto caro bassista.
Alla prossima.
giovedì 10 maggio 2007
Al buio, in segreto, a tempo, fuggivamo via per non tornare più...
lunedì 7 maggio 2007
" Chi vive, quando vive, non si vede: vive... Se uno può vedere la propria vita, è segno che non la vive piú: la subisce, la trascina. Come una cosa morta, la trascina. Perché ogni forma è una morte.
Pochissimi lo sanno; i piú, quasi tutti, lottano, s'affannano per farsi, come dicono, uno stato, per raggiungere una forma; raggiuntala, credono d'aver conquistato la loro vita, e cominciano invece a morire. Non lo sanno, perché non si vedono; perché non riescono a staccarsi piú da quella forma moribonda che hanno raggiunta; non si conoscono per morti e credono d'esser vivi. Solo si conosce chi riesca a veder la forma che si è data o che gli altri gli hanno data, la fortuna, i casi, le condizioni in cui ciascuno è nato. Ma se possiamo vederla, questa forma, è segno che la nostra vita non è piú in essa: perché se fosse, noi non la vedremmo: la vivremmo, questa forma, senza vederla, e morremmo ogni giorno di piú in essa, che è già per sé una morte, senza conoscerla. Possiamo dunque vedere e conoscere soltanto ciò che di noi è morto. Conoscersi è morire."
da "La Carriola". Pirandello, 1928.