Their tears are filling up their glasses
No expression, no expression
Hide my head I want to drown my sorrow
No tomorrow, no tomorrow
And I find it kinda funny
I find it kinda sad
The dreams in which I'm dying
Are the best I've ever had
I find it hard to tell you
I find it hard to take
When people run in circles
It's a very, very mad world.
domenica 25 marzo 2007
venerdì 23 marzo 2007
...Lately I'm a desperate believer
But I'm walking in a straight line...
E finalmente rieccoli....Dopo una lunghissima attesa (precisamente 5 anni) , scandita da vari pettegolezzi, alla ricerca di indiscrezioni e news, in cui ogni foto era ottimo terreno su cui aprire discussioni interminabili tra i pochi fan italiani, sempre colmi di speranze, di attese, di qualche disappunto, siamo ormai giunti agli sgoccioli. Riposti gli strumenti, lasciati gli studi di registrazione, terminati i primi concerti, li ritroviamo nel loro primo video...Poco più di una settimana e sarà in vendita ufficialmente anche il loro nuovo album, "Young Modern". Quel che ci aspetta ormai già lo intuiamo: abbiamo imparato che l'essenza dei Silverchair è il cambiamento, ed eccoci di fronte a sonorità del tutto rinnovate che pochissimo hanno a che fare con i lavori precedenti. Un po' più easy listening forse, un addio a quel modo inenso di fare rock che ha caratterizzato le nostre e le loro adolescenze, ma infarcito comunque di quella follia compositiva, di quel genio stravagante che ha partorito capolavori indimenticabili.
Ho passato un po' di tempo disinteressandomi volontariamente dell'evoluzione dei tre. Mi ritrovo di fronte ad un Daniel - che ormai è l'anima stessa della band,ancor più che in passato - cambiato ancora una volta nel look, nelle movenze, nella voce, nella scrittura dei suoi testi. Più uomo, più spensierato,si direbbe, forse meno arrabbiato, ma anche meno semplice. Un Daniel che, ormai, cammina dritto per la sua strada, appunto, Fondendo, miscelando, sperimentando modi e stili sulla sua pelle.
Beh, non mi resta che aspettare questi ultimi giorni prima di poter riaccostarmi apertamente all'ascolto e alla comprensione di questa nuova, grande storia che sarà Young Modern.
martedì 20 marzo 2007
Vedi, succede che un giorno ti svegli dal tuo sonno e scopri che sei acqua di palude, putrida e maleodorante. Sogni consunti, succhiati fino al midollo, pensieri viscidi passati a ripetizione sotto le palpebre, la pelle rattrappita e fetida. Sei là, morente, i sensi atrofizzati, adagiato nella tua malattia, non senti nemmeno l'agonia della tua vita apparente. Coscientemente morto e senza alcuna volontà. Ti svegli e sei solo.
giovedì 8 marzo 2007
domenica 4 marzo 2007
Ognuno ha il proprio, personalissimo stile nello scrivere. Le parole ricorrono. Tendono ad essere le stesse. Mi leggo e mi riconosco e invidio chi nn usa mai due volte la stessa parola e rifugge le associazioni di senso convenzionali, inventandone di nuove. Invidio l'insolita capacità di alcuni di spaziare tra i contesti mentali, trasferendo oggetti da un significato all'altro, trasformandone i simboli. Così possono prendere una forchetta per parlar d'amore o partire da un piede per raccontare di sogni...e comunicare...cose così apparentemente lontane dai loro referenti, particolari insignificanti caricati di un senso più ampio, termini accostati senza una logica evidente, come in un dormiveglia della coscienza. Così bizzarri da lasciar perplessi, fino alla comprensione e poi mi dico "perchè non ci ho pensato io?" mi dico, "perchè?". Ho troppi stereotipi radicati dentro, difficili da scrollarmi di dosso.
