domenica 20 agosto 2006

C'è un posto in cui ritorno,alle volte,con un nodo in gola e le mani tremanti. E' sconosciuto al mondo,lontano nel tempo al limite dello spazio reale. E' carico di ricordi stanchi. Di parole soffiate,cadute, precipitate, sputate, vomitate, che disegnano sul suolo un cerchio che un tempo cresceva, ogni giorno di più, innalzandosi in un muro...Un lavorìo sempre più intenso di parole che soffiavano,baciavano,graffiavano,sputavano,vomitavano. Il muro diventava gabbia. Poi il silenzio...Un pozzo prosciugato ha preso posto in quel luogo. Simile a una lapide,quel muro circolare...Altare sacro su cui piangere i ricordi morti.  

2 commenti:

  1. mille volte ho cancellato queste parole

    ed altre mille volte eccole ricomparire

    vengono dal silenzio...

    dalla voce del vento

    dalla luna, dalle stelle

    dal battito del cuore

    dallo struggersi del tempo.

    ...

    nulla altro se non ricordare il sacro ospizio,

    dove bagnarsi in un pozzo senza tempo

    nel limbo dove albeggiano e tramontano

    i ricordi di uno stanco passato inabissato.

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  2. bella questa grafica, la preferisco a quella precedente.


    per quanto riguarda il tuo post... beh purtroppo non tutto resta in vita e cose che prima fiorivano adesso appassiscono. Alla fine, sono le nostre stesse azioni e parole che distruggono tutto.... bisognerebe trovare un equilibrio un qualcosa che eviti che ciò che c'era si estingua del tutto.

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