martedì 28 giugno 2016

Ho poche cose da raccontare, io. 
Ho vissuto pochi momenti e di quel poco ho perso pezzi dietro le spalle. La mia memoria sembra rigettare il passato, gli attimi, i particolari. I fili stessi della mia storia.
Non sono mai stata molto dentro al mondo; sempre da un'altra parte, ho vissuto tutta chiusa nella mia testa, nelle parole che venivano giù a migliaia su fogli e tasti, ma che non hanno mai avuto il suono della mia voce.

Nei miei ricordi sono sempre da sola. 
E non mi è mai servito molto altro. Una stanza. Poca luce. Lunghe notti. La solitudine: odiata, essenziale, necessaria e unica compagnia.
Ho fatto perfino fatica a staccarmene e, forse, non me ne sono mai staccata del tutto. Ne ho bisogno, di lei, come l'ossigeno.
Ho attraversato il nulla, disperazioni e vuoti. Sono cresciuta dentro una finzione condivisa e poi ho cercato di ridisegnarmi, maldestramente.
Fuori dal barattolo. 
Fuori dalla mia testa, in un mondo al quale dovrei appartenere, ma dove continuo a sentirmi a disagio.

Sono uno schizzo imperfetto, ma adesso so di essere anche forte.
Forte di imperfezioni e di dubbi. 
Forte delle incertezze che so di avere.
Qui, al mondo, non esiste la perfezione. 
Non esiste UNA verità.
Non esistono certezze assolute.
Io vado avanti accettandomi e dubitando e ascoltando e osservando e mettendo in discussione tutto, a partire da me stessa.
E, forse, sono solo un grosso, macroscopico errore, ma quel che ho è solo una piccola, folle idea di libertà e rispetto. 
La libertà di essere chi sono. 
Il rispetto per chi non sono.

Trentaquattro anni, altalenando tra pensieri inconclusi.




Disgusting.

martedì 9 febbraio 2016

Una volta, in un film, uno di quei film coreani, tutti silenzi e pretese di far paura, vidi una casa bianca. Completamente bianca. Solo qualche dettaglio qua e là a dare spruzzi di colore. 
Era pulita. Era luce. Ipnosi.
Quello fu il momento in cui decisi che la mia casa sarebbe stata bianca.

mercoledì 8 luglio 2015

Uno, nessuno, centomila.
Eppure, per quanto cambi ció che ho intorno, io resto di una coerenza sconcertante.

venerdì 16 agosto 2013

Hai presenti le moleskine, vero? 
Esatto, quelle agendine con l'elastico, in genere tutte nere e tristi, ma che fanno tanto chic e bohemien e che, tra parentesi, costano un occhio ella testa.
Ecco, io non ho mai avuto una moleskine.  
Ce l'aveva Hemingway. Ora ce l'hanno tutti. 
Io sono troppo normale per darmi arie da Hemingway bohemien. Io non ho pesci di cui raccontare.

Ho sempre scritto su quaderni scalcagnati, quelli da poche lire, rigorosamente a righi, perchè i quadretti mi facevano mancar l'aria e  sui fogli bianchi mi perdevo nell'ansia di non scrivere in diagonale.
Ho scritto per diletto, poi per fissare idee, poi per necessità.
Ho scritto di nascosto, senza mai mostrarmi: l'orgoglio è peggiore della vanità.
E poi ho buttato tutto nei cassetti, in vecchi armadi, nei seminterrati della memoria.

Scrivere aiuta a pensare e a definirsi. 
Se non l'hai mai fatto, provaci. Per libere associazioni magari, come diceva Freud.  Potresti leggerne delle belle. 
Io ne ho lette tante.

Pensieri sparsi. Frasi coi puntini di sospensione.
Io sapevo bene come iniziare, ma i miei finali, in quelli lasciavo sempre a desiderare.

Forse perchè nessuno dei miei pensieri si è mai realmente concluso, tutto continuamente mutevole. 
Forse per paura del definitivo. Forse.

E quanto in questi anni mi sia definita non so, perchè come si può definire qualcosa che sottilmente e lentamente muta e, come l'acqua, cerca continuamente una forma che non ha? 

Quale forma mi daresti, tu?
Sono una donna, un fiore, la punta di una matita. 
Sono un Uomo, un coltello, il mostro sotto al letto.
Sono cipria e polvere. Sono un rumore.


E chi io sia davvero, quale sia mio nome o la mia età, non hanno importanza, non qui.
Qui mi faccio parola, per chi vorrà sentire.

giovedì 25 luglio 2013

...Che poi, se pure son fuggita, un segno l'ho lasciato.
Profondo.

martedì 9 ottobre 2012



Ogni età ha la proprio colonna sonora.
Ed io la musica l'ascolto al buio, per non disperderne il colore.

venerdì 7 settembre 2012

Ci vuole fantasia per essere felici.