lunedì 2 luglio 2018

Il mio diario termina il 30 Ottobre del 2006.
Termina con una frase bellissima.
Ne ho portato con me solo una parte, perché è tutto scritto su quaderni, riempiti per anni con la penna blu e ormai ammucchiati e disordinati. Dimenticati, perfino.

Scrivevo tanto. 
Mi piaceva, mi liberava, mi sollevava.
Mettere nero su bianco quel che sentivo mi chiariva le cose. Mi faceva crescere.

Sono stata sempre molto brava a capirmi, a capire quel che avevo dentro. Sono sempre stata una persona molto mentale, riflessiva. Anche se, poi, le mie scelte le ho sempre fatte d’istinto.
Sono un’introversa e non mi è mai importato altro.
Quando passi la tua vita chiusa in te stessa, impari a conoscerti molto bene. Sai guardarti senza filtri e senza distrazioni.
Ero una ragazzina vecchia. Senza alcun tipo di esperienza, ma con la saggezza dei vecchi, quella che acquisti pensando.

Il mio diario si è interrotto definitivamente, dopo mesi di silenzio, coincidenti col periodo più confuso della mia vita. 
Si è concluso con quattro pagine fitte di parole, mature perfino stilisticamente.
Le pagine più belle che abbia mai scritto.
Mi leggo, dodici anni dopo, come se leggessi un libro e, invece, è la mia storia che iniziava.


Ormai quella ragazzina non c’è più.
L’ha sostituita una vecchia alle prime armi, che ancora fatica ad orientarsi nel mondo.
Di esperienza ne ha poca e la saggezza l’ha lasciata tra quelle pagine. Perché essere saggi fa soffrire ed io ho scelto di non crescere più.
Di chiudere gli occhi quando ho paura e di fare lo stesso il mio passo, vada come vada. Senza pensare. 
Non voglio più pensare.

Ho invertito i tempi del mio esistere.

Dodici anni passati, mi hanno regalato qualche ruga, molti capelli bianchi e qualche kg in più.
Hanno ammorbidito la mia forma e il mio carattere.
Non so esattamente quanto sia maturata.
A volte mi sembra di essermi involuta, piuttosto.

Di cose ne ho fatte e mi è apparso sempre più lampante quanto tempo abbia sprecato nell’inerzia e nell’indolenza. In scelte forse sbagliate.
Ma, potessi tornare indietro, non farei nulla di diverso, per quanto sia drammaticamente cosciente che perdere tempo in questa società, è solo deleterio.

Sono diventata forte, per quante debolezze io abbia ancora.
Sono in equilibrio. Assecondo la mia natura, la accetto, mi piace, perfino. 
Il cambiamento, se non è un processo spontaneo, non dà frutti succosi. Nessuno dovrebbe pretenderlo, né dagli altri, né da se stesso.

giovedì 10 maggio 2018

Sembra che tutto sia rimasto fermo.
Nella penombra, abbandonato, solo coperto da un sottile strato di polvere.
Tanti silenzi, accatastati lentamente, diventati vuoti. Sei sparito anche tu.
Ritorno qui, a piccoli passi, senza spostare nulla.


Ho davanti fogli bianchi e non so più definirmi.
Ho nelle orecchie domande e non so più rispondere. Ho negli occhi il tempo perso, l’inerzia che mi ha trascinato fin qui.
Non ho altre parole. Vorrei non dover pensare.
Voltarsi, non rispondere, non esistere.
Sparire.
Frantumarsi. Migliaia di piccoli pezzi, pulviscolo in un raggio di sole.
Crolla il mondo e devo ricostruirlo.

"Everything changes and sometimes, everything returns.
The good and the bad.
Have a wonderful life, my friend".

domenica 24 dicembre 2017

C’è una tenerezza commovente negli adolescenti. 
La vedi così chiaramente l’infanzia che si rifiuta di abbandonare un corpo che cambia. Inesorabile.
Ed è quando fai di questi pensieri che ti accorgi che, forse, stai veramente invecchiando.

sabato 4 novembre 2017

Chi lo sa se l'anima cambia come cambia l'età.
Chissà se ha rughe e cicatrici o perde tono o cambia colore.
Chissà se conserva intatti i sentimenti e i ricordi, se pure il tempo passa, se pure la vita sommerge.

giovedì 7 settembre 2017

Sono un'isola, una monade.

sabato 27 maggio 2017

Passano come un soffio, questi anni. 
Sono gli anni, i nostri. Quelli che ci vedono crescere, fare grandi passi. Quelli che ci rendono uomini e donne, quelli su cui scriviamo le nostre storie. I ricordi per domani.
Eravamo ragazzi. Oggi siamo tanti piccoli adulti. Ognuno con la sua strada da seguire.
Si diventa perfino sentimentali, invecchiando.

Mi hai aiutata a crescere, amico mio, in un modo dolce e discreto, che non immagini, perchè io esprimo sempre troppo poco, ma costante e sincero. 
Mi hai teso una mano quando annaspavo per uscire dal mio buio e sei stato l'inizio di tante cose nuove e belle.
È stata la prima volta, probabilmente, che mi sono emozionata profondamente per la gioia di qualcun altro.
Felice della bellezza che avevi intorno e accanto e dentro.

Sono giorni intensi, questi. Giorni in cui riaffiorano i ricordi.
Sono andata a cercarli, dopo averli riposti e abbandonati.
Ci sono cose che, davvero, non mi appartengono più. Lontanissime. Sono lettere di cui non ricordo le parole. Nomi che sono solo nomi.
E poi ci sono speranze che faccio fatica a confessare perfino a me stessa, che cerco di depurare dal timore del tempo che scorre e dalle invidie, per capire quanto e cosa ne resta. 
Speranze che, indefinitamente, coltivo da tanto, tanto tempo.
Per la prima volta penso al futuro senza astrarlo in un tempo indefinito. 

Domani riparto. Ritorno al reale. Alla casa di cui mi prendo cura, alle strade assolate che percorro ogni giorno, alle macchine, alle persone che sento sempre troppo diverse. Alla stanchezza delle settimane, alla pigrizia delle domeniche.
Alla mia nuova solitudine. 


Ma è stato bello tornare.

giovedì 15 dicembre 2016

E quando stai per crollare, c'è una cosa sola che puó salvarti: un foglio, una penna, una lista.

giovedì 1 settembre 2016

Poi ritrovi, dopo anni, quelle bellissime risate spontanee, quelle che ti fanno ridere gli occhi e allora lo sai, che le prime impressioni sono sempre quelle giuste e che certe persone, anche se le hai vissute solo per poco, significheranno sempre tanto. Perchè valgono tanto.