giovedì 15 dicembre 2016

E quando stai per crollare, c'è una cosa sola che puó salvarti: un foglio, una penna, una lista.

giovedì 1 settembre 2016

Poi ritrovi, dopo anni, quelle bellissime risate spontanee, quelle che ti fanno ridere gli occhi e allora lo sai, che le prime impressioni sono sempre quelle giuste e che certe persone, anche se le hai vissute solo per poco, significheranno sempre tanto. Perchè valgono tanto.

martedì 28 giugno 2016

Ho poche cose da raccontare, io. 
Ho vissuto pochi momenti e di quel poco ho perso pezzi dietro le spalle. La mia memoria sembra rigettare il passato, gli attimi, i particolari. I fili stessi della mia storia.
Non sono mai stata molto dentro al mondo; sempre da un'altra parte, ho vissuto tutta chiusa nella mia testa, nelle parole che venivano giù a migliaia su fogli e tasti, ma che non hanno mai avuto il suono della mia voce.

Nei miei ricordi sono sempre da sola. 
E non mi è mai servito molto altro. Una stanza. Poca luce. Lunghe notti. La solitudine: odiata, essenziale, necessaria e unica compagnia.
Ho fatto perfino fatica a staccarmene e, forse, non me ne sono mai staccata del tutto. Ne ho bisogno, di lei, come l'ossigeno.
Ho attraversato il nulla, disperazioni e vuoti. Sono cresciuta dentro una finzione condivisa e poi ho cercato di ridisegnarmi, maldestramente.
Fuori dal barattolo. 
Fuori dalla mia testa, in un mondo al quale dovrei appartenere, ma dove continuo a sentirmi a disagio.

Sono uno schizzo imperfetto, ma adesso so di essere anche forte.
Forte di imperfezioni e di dubbi. 
Forte delle incertezze che so di avere.
Qui, al mondo, non esiste la perfezione. 
Non esiste UNA verità.
Non esistono certezze assolute.
Io vado avanti accettandomi e dubitando e ascoltando e osservando e mettendo in discussione tutto, a partire da me stessa.
E, forse, sono solo un grosso, macroscopico errore, ma quel che ho è solo una piccola, folle idea di libertà e rispetto. 
La libertà di essere chi sono. 
Il rispetto per chi non sono.

Trentaquattro anni, altalenando tra pensieri inconclusi.




Disgusting.

martedì 9 febbraio 2016

Una volta, in un film, uno di quei film coreani, tutti silenzi e pretese di far paura, vidi una casa bianca. Completamente bianca. Solo qualche dettaglio qua e là a dare spruzzi di colore. 
Era pulita. Era luce. Ipnosi.
Quello fu il momento in cui decisi che la mia casa sarebbe stata bianca.