mercoledì 10 giugno 2009
And I swerve out of control
If i, if I’d only waited
I’d not be stuck here in this hole
Come here my star is fading
And I swerve out of control
And I swear I waited and waited
I’ve got to get out of this hole
But time is on your side
Its on your side now
Not pushing you down and all around
It’s no cause for concern
Come on, oh my star is fading
And I see no chance of release
And I know I’m dead on the surface
But I am screaming underneath
And time is on your side
Its on your side now
Not pushing you down
And all around, no
It’s no cause for concern
Stuck on the end of this ball and chain
And I’m on my way back down again
Stood on a bridge, tied to the noose
Sick to the stomach
You can say what you mean
But it won’t change a thing
I’m sick of the secrets
Stood on the edge, tied to a noose
You came along and you cut me loose
domenica 7 giugno 2009
R. non riesce a prender sonno questa sera.
Pensa che da tempo ha perso la buona abitudine di scrivere.
Pensa che a volte, ormai, fatica anche a sentirsi.
R. appunta stralci di pensieri, notando che Ben le ha sempre ricordato molto Tom Yorke e, chissà, sarà il libro che la ispira o il vuoto o i ricordi.
R. pensa che c'è stato un momento, una volta, in cui si è resa lucidamente conto che si stava innamorando e quel momento aveva un luogo e un tempo e una canzone che ancora suona nella testa qualche volta. C'era stato un momento simile anche per il dolore.
R. sente che darebbe tutto per tornare un attimo ai giorni indefiniti e sottintesi dell'amore.
Desidererebbe precipitarci dentro, come una lacrima che precipita sul cuscino e morirne lì, annegata e vinta. Perchè forse non è fatta per l'amore.
R. crede che la sua felicità sarebbe di essere vissuta da qualcuno con la nostalgia di un ricordo. Eterna e soffusa musica di sottofondo. Scopo e desiderio.
R. ha l'impressione di essere uscita da un barattolo e caduta in una clessidra.
R. camminando, oggi, si sfiorava la pancia e nel profumo dei gelsomini immaginava di toccare un nido tondo e pieno, e non sapeva spiegarsi il come, nè il perchè, mentre il suo corpo era solo una culla di morte e ninne nanne tristi.
R. pensa che forse non esiste persona al mondo così maledettamente coerente con sè stessa che perfino il suo aspetto si è arrestato a 17 anni.
Vorrebbe raccogliere tra le mani tutta la sabbia scivolata via...
R. sente che il sonno le pesa sulle palpebre, ormai, ma la mente è più sveglia che mai e non si arresterà stasera, continuerà il suo lavorìo nel sonno e più giù ancora, a metà strada tra il niente e l'eternità, sognerà fili di perle tra le dita e visi di vecchie signore e salmi arcani.
E poi sarà dolce l'incoscienza, dove sempre tutto si perde per essere ritrovato.