...Le arrivava distorta la perfetta sinuosità della sua bocca e gli occhi erano due ciottoli scuri,caduti gravemente sul fondo. Avrebbe voluto distendere le dita e toccarlo, come se le sue mani fossero vento, capace di increspare l’immagine senza per questo distruggerla. Avrebbe voluto parlare, ma qualcosa, dentro, le tratteneva il fiato in gola...
Beh,non smetterò mai di ammirare quello che scrivi. Le tue parole sono capaci di far volare la mia fantasia. Anche se queste hanno un che di malinconico, sono davvero emozionanti.
RispondiEliminaMa un commento diverso no,eh? Dici sempre la stessa cosa...
RispondiEliminami correggo, anzi: "dite"...
RispondiEliminaA volte criticare e più facile che commentare.
RispondiEliminami correggo: "è"...
RispondiEliminaIl tentativo di raggiungere un'immagine riflessa e imprigionata in qualcosa di così delicato e fluido, l'impossibilità di farla sua e tenerla con sé; un bisogno estremo e pericoloso.
RispondiEliminaMah, forse un'immagine che mi richiama tanto Narciso.
Beh si, mi piace scrivere sempre le stesse cose, e non credo che a te questo possa interessare. Basta che non lo leggi e non avrai problemi. Ok? Ciao
RispondiEliminaah, cmq il commento di prima è il mio:D
RispondiEliminaContento tu...
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