E' che mi manca il silenzio.
Mi manca il silenzio per pensare.
giovedì 29 marzo 2012
giovedì 22 marzo 2012
Body Worlds: a metà tra arte e scienza
"Tu sei come io ero: vivo
Io sono come tu sarai: morto
ma potresti diventare quel che io sono adesso: plastinato".
Body Worlds, del Dr. Gunther von Hagens, è una mostra che resta impressa.
Prima di tutto per la sua locazione, presso le Officine Farneto a Roma, location tutt'altro che comoda per un visitatore non automunito.
Ma soprattutto per la straordinaria esposizione dei 20 corpi plastinati interi e degli oltre 200 organi che vi trovano posto.
Von Hagens, meglio conosciuto cone Dottor Morte, è senza ombra di dubbio un innovatore ed uno scienziato completamente fuori dagli schemi.
Una rapida lettura alla sua biografia è sufficiente a configurare lui e il suo operato come controverso e allo stesso tempo geniale.
E' difficile capire quanto quel che fa sia dettato dal profitto, quanto dall'amore per la scienza e quanto da un malato voyeurismo o esibizionismo.
Basti pensare all'autopsia compiuta in pubblico (prima in assoluto nel suo genere) in un teatro londinese, ovviamente a pagamento.
Fatto sta, però, che il mondo scientifico gli deve molto.
L'anatomopatologo tedesco è, infatti, l'inventore della plastinazione, una tecnica che, sostituendo i fluidi corporei con silicone e derivati, rende i cadaveri umani praticamente incorruttibili ed eterni, conservandone perfino i colori.
Una scoperta rilevante in ambito didattico e scientifico, sia per gli addetti ai lavori, per cui si rende concreta la possibilità di accesso a modelli anatomici reali, sia per i profani, a cui è aperta una possibilità di conoscenza del corpo umano difficilmente accessibile diversamente.
Gli oltre 200 organi plastinati esposti, sani e non, si configurano come mezzo per una più ampia e diffusa educazione alla salute.
Ma il dottor Morte fa di più: mette in posa i suoi corpi plastinati, rendendoli quasi un'opera d'arte e li porta in giro per il mondo, in mostre che attirano migliaia di visitatori.
La fissità della morte diventa fissità di un'azione o di una scena. Diviene bellezza estetica.
Scienza e arte si coniugano e superano il loro confine, soprattutto, in alcuni modelli in cui l'intero corpo esposto è sezionato. Diviso a metà, in tre o più parti, per mostrare quel che sarebbe altrimenti celato: la scatola cranica aperta a mostare il cervello; la cassa toracica aperta ad evidenziare la disposizione di cuore e polmoni; l'addome squarciato che rivela un feto. Un grottesco corpo affettato che pende da un supporto....
Ovunque, nella sala, inviti a diventare donatori.
Questa macabra spettacolarizzazione della morte ha suscitato come comprensibile, molte polemiche di ordine etico in ogni parte del mondo, e critiche provenienti in gran parte dalla chiesa cattolica che taccia Von Hagens di blasfemia.
Ma le sue Body Worlds continuano ad avere successo ed attirare la curiosità di moltissime persone ed è curioso che il "malefico" Dottor Morte sia riuscito ad arrivare, indisturbato, proprio nella città dei papi.
Cosa, allora, ci si chiede, spinge tanta gente a visitare una mostra del genere?
La morte è ancora oggi un tabù per i più, avvolta nella sua ombra di sacralità ed è questo che più sconvolge di una esposizione simile.
E' innegabile che siamo tutti, in qualche modo, affascinati dalla morte, in quanto fatto naturale, che ci riguarda da vicinissimo.
La vita che lascia il corpo, lo rende istantaenamente misterioso, spaventoso, attraente, come il segreto che porta in sè.
Perchè, allora, mi chiedo, si dovrebbe evitare di guardarla? Perchè evitare di conoscerla?
E cosa c'è di sbagliato nel preservare e rendere al contempo utile un corpo che, altrimenti, marcirebbe?
Posso dire, in tutta onestà che, per quanto interessante ed istruttiva, l'impressione che si ricava da questa mostra, a posteriori, è abbastanza forte.
Ci si sente vicini a quei corpi, perchè ognuno di quei corpi siamo noi. La nostra materia interna.
Siamo noi squarciati, aperti, sezionati, mostrati.
Freddamente.
I donatori di corpo del dott. Von Hagens restano anonimi. Le loro salme, spogliate della pelle e dei grassi, perdono le sembianze originarie. Sono solo materia.
Non sapremo mai chi sono stati quei plastinati, non sapremo la loro età, non sapremo mai quale storia li ha portati lì.
Sono consapevole che questa "spersonalizzazione" è indice della scientificità dell'evento. E probabilmente lo salva da ulteriori critiche e polemiche moraliste.
Ma, da un certo punto di vista, lo trovo quantomeno triste.
Ad una analisi superficiale, la pratica della plastinazione parrebbe avvicinarsi molto all'imbalsamazione. Le motivazioni dei donatori ad un desiderio narcisistico di vita eterna.
Invece è qualcosa di totalmente differente.
Donare le proprie spoglie mortali in questo modo significa veramente donarsi in tutto e per tutto alla scienza.
Significa accettare di essere spogliati della propria pelle e della propria individualità.
Diventare donatori del corpo significa anche consacrarsi ad una particolarissima forma d'arte. Abbandonare la volontà e diventare oggetto nelle mani di qualcuno e sotto gli occhi di tutti, in un teatro di corpi in cui si diviene marionette di se' stessi.
E, purtroppo, oggi, ma soprattutto in un prossimo futuro, significa anche diventare parte di un buisness che sta assumendo dimensioni enormi.
Io sono come tu sarai: morto
ma potresti diventare quel che io sono adesso: plastinato".
Body Worlds, del Dr. Gunther von Hagens, è una mostra che resta impressa.
Prima di tutto per la sua locazione, presso le Officine Farneto a Roma, location tutt'altro che comoda per un visitatore non automunito.
Ma soprattutto per la straordinaria esposizione dei 20 corpi plastinati interi e degli oltre 200 organi che vi trovano posto.
Von Hagens, meglio conosciuto cone Dottor Morte, è senza ombra di dubbio un innovatore ed uno scienziato completamente fuori dagli schemi.
Una rapida lettura alla sua biografia è sufficiente a configurare lui e il suo operato come controverso e allo stesso tempo geniale.
E' difficile capire quanto quel che fa sia dettato dal profitto, quanto dall'amore per la scienza e quanto da un malato voyeurismo o esibizionismo.
Basti pensare all'autopsia compiuta in pubblico (prima in assoluto nel suo genere) in un teatro londinese, ovviamente a pagamento.
Fatto sta, però, che il mondo scientifico gli deve molto.

L'anatomopatologo tedesco è, infatti, l'inventore della plastinazione, una tecnica che, sostituendo i fluidi corporei con silicone e derivati, rende i cadaveri umani praticamente incorruttibili ed eterni, conservandone perfino i colori.
Una scoperta rilevante in ambito didattico e scientifico, sia per gli addetti ai lavori, per cui si rende concreta la possibilità di accesso a modelli anatomici reali, sia per i profani, a cui è aperta una possibilità di conoscenza del corpo umano difficilmente accessibile diversamente.
Gli oltre 200 organi plastinati esposti, sani e non, si configurano come mezzo per una più ampia e diffusa educazione alla salute.
Ma il dottor Morte fa di più: mette in posa i suoi corpi plastinati, rendendoli quasi un'opera d'arte e li porta in giro per il mondo, in mostre che attirano migliaia di visitatori.
La fissità della morte diventa fissità di un'azione o di una scena. Diviene bellezza estetica.
Scienza e arte si coniugano e superano il loro confine, soprattutto, in alcuni modelli in cui l'intero corpo esposto è sezionato. Diviso a metà, in tre o più parti, per mostrare quel che sarebbe altrimenti celato: la scatola cranica aperta a mostare il cervello; la cassa toracica aperta ad evidenziare la disposizione di cuore e polmoni; l'addome squarciato che rivela un feto. Un grottesco corpo affettato che pende da un supporto....
Ovunque, nella sala, inviti a diventare donatori.

Questa macabra spettacolarizzazione della morte ha suscitato come comprensibile, molte polemiche di ordine etico in ogni parte del mondo, e critiche provenienti in gran parte dalla chiesa cattolica che taccia Von Hagens di blasfemia.
Ma le sue Body Worlds continuano ad avere successo ed attirare la curiosità di moltissime persone ed è curioso che il "malefico" Dottor Morte sia riuscito ad arrivare, indisturbato, proprio nella città dei papi.
Cosa, allora, ci si chiede, spinge tanta gente a visitare una mostra del genere?
La morte è ancora oggi un tabù per i più, avvolta nella sua ombra di sacralità ed è questo che più sconvolge di una esposizione simile.
E' innegabile che siamo tutti, in qualche modo, affascinati dalla morte, in quanto fatto naturale, che ci riguarda da vicinissimo.
La vita che lascia il corpo, lo rende istantaenamente misterioso, spaventoso, attraente, come il segreto che porta in sè.
Perchè, allora, mi chiedo, si dovrebbe evitare di guardarla? Perchè evitare di conoscerla?
E cosa c'è di sbagliato nel preservare e rendere al contempo utile un corpo che, altrimenti, marcirebbe?
Posso dire, in tutta onestà che, per quanto interessante ed istruttiva, l'impressione che si ricava da questa mostra, a posteriori, è abbastanza forte.
Ci si sente vicini a quei corpi, perchè ognuno di quei corpi siamo noi. La nostra materia interna.
Siamo noi squarciati, aperti, sezionati, mostrati.
Freddamente.
I donatori di corpo del dott. Von Hagens restano anonimi. Le loro salme, spogliate della pelle e dei grassi, perdono le sembianze originarie. Sono solo materia.
Non sapremo mai chi sono stati quei plastinati, non sapremo la loro età, non sapremo mai quale storia li ha portati lì.
Sono consapevole che questa "spersonalizzazione" è indice della scientificità dell'evento. E probabilmente lo salva da ulteriori critiche e polemiche moraliste.
Ma, da un certo punto di vista, lo trovo quantomeno triste.
Ad una analisi superficiale, la pratica della plastinazione parrebbe avvicinarsi molto all'imbalsamazione. Le motivazioni dei donatori ad un desiderio narcisistico di vita eterna.
Invece è qualcosa di totalmente differente.
Donare le proprie spoglie mortali in questo modo significa veramente donarsi in tutto e per tutto alla scienza.
Significa accettare di essere spogliati della propria pelle e della propria individualità.
Diventare donatori del corpo significa anche consacrarsi ad una particolarissima forma d'arte. Abbandonare la volontà e diventare oggetto nelle mani di qualcuno e sotto gli occhi di tutti, in un teatro di corpi in cui si diviene marionette di se' stessi.
E, purtroppo, oggi, ma soprattutto in un prossimo futuro, significa anche diventare parte di un buisness che sta assumendo dimensioni enormi.
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