lunedì 24 marzo 2008

Uno, due,
tre, quattro...
come  vento nella mia stanza.
...cinque, sei,
sette....
Otto.
E d'un tratto si smette di contare...


Si dice che sia una dolce nostalgia. Qualcuno lo scrisse, un giorno.


 

lunedì 17 marzo 2008

Si,dovrei,ma...ma non ne ho voglia.
C'è questo sole e questa freschezza e questo dolore e questo buio cupo angolo nel quale sono confinati i ricordi. Vivi e pulsanti. Pulsanti. Vivi. Ci sono domande e domande e domande....E nessuno pensa più a quel che è stato.


E allora si, voglio parlare in modo sconclusionato, e leggermi nei libri  e non essere capita se non si sa farlo, io sono io, lontana dalla gente, come sempre e si, sto bene, perchè vi sembra tanto strano? Sono sempre io, un'idea che non esiste, parole senza punti,  voglio un vestito nero e la matita sciolta sotto gli occhi e voglio girar per strada cantando in diesis e sognare, continuare a sognare i miei incubi, bambini crocifissi e morte e amore e amore e morte all'infinito...e quella leggera inquietudine, i lamenti dei gatti come pianti, e il sangue sulle mani. Ho ucciso. Non c'è follia in questo, se hai un briciolo di sanità mentale per andare oltre. Puoi capire? Puoi capirmi? Puoi?