Da piccola mi piaceva ascoltar storie. All'uscita da scuola,alle volte, mia madre mi aspettava con una sorpresa tra le sue giovani mani. Tutta racchiusa in quella plastica rigida, una musicassetta gialla contenente un tesoro di parole sapientemente accostate l'una dietro l'altra, aspettava me, impaziente di essere ascoltata. E lì, in una piccola camera in cui c'era appena lo spazio per i respiri di una bambina, mi sedevo sul letto, col libro aperto su quegli strani caratteri stampati che accompagnavano le illustrazioni Color pastello sulle pagine.Mi affascinavano le parole,le divoravo.
Mi hanno sempre affascinato.
Quelle parole capaci di dar vita a mondi inesistenti..piccole principesse ed elfi scalzi,talponi, rose e serpenti prendevano vita tra le voci e le note,in una magia continua,dove nulla era impossibile.
Suoni,rumori,cadenze,parole e ancora parole. Solo mondi interi di parole a nutrire la mia fantasia. Molte le ricordo ancora..Il sorriso dipinto sulla faccia del direttore del circo...le calde lacrime di una bambina persa,capaci di commuovere i pesci dello stagno..Rumori nella giungla...Mi hanno insegnato a scrivere,le fiabe. A pensare,le parole.
E cosa posso farci se c'è una parte di me che è ancora ne è irresistibilmente affascinata?
Ora che mia madre non mi regala più fiabe e le sue mani non sono più così giovani...Ora che la mia stanza è troppo piccola per i miei respiri... Potrei credere ad ogni tua parola...Potresti ingannarmi accostandole sapientemente. Potresti...
Ritorno bambina ad ascoltar favole....